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News di psicologia

X Edizione della settimana del benessere in Campania

il 17 ottobre 2019, ore 10:00 presso il Comune di Campagna

Interverranno

Saluti                                                              Relatori
Antonella Bozzaotra                                            Laura Moscato
Presidente Ordine Psicologi
                           Psicologa Psicoterapeuta
Informazioni e approfondimenti:
www.psicamp.it

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Studi aperti

Come ogni anno in occasione della settimana del benessere psicologico,consulenze gratuite presso il mio studio dal 10 al 19 ottobre!
Contattami per fissare un appuntamento!

Gli attacchi di panico e la paura della paura

Gli attacchi di panico e la paura della paura

A cura della dott.ssa Laura Moscato

Gli attacchi di panico sono comunemente conosciuti e si possono riferire a momenti di forte paura, improvvisa e ingiustificata, che colpiscono la persona senza un reale motivo apparente. È una forma di ansia eccessiva che scatena nello stesso momento in cui appare sintomi sia fisici (tachicardia, difficoltà a respirare, senso di affanno, confusione, senso di debolezza, aumento della sudorazione, tremori, dolori sparsi soprattutto al torace) e psicologici (paura di perdere il controllo, crisi d pianto, paura di morire o di non riuscire a gestire il momento, disagio nei confronti di chi è vicino).

La paura è un emozione che si attiva quando la mente percepisce uno stimolo come minaccioso. Nell’attacco di panico lo stimolo, che può essere interno(ad es: un dolore che si sta vivendo) od esterno (un evento ansiogeno che dovrà accadere), viene visto come catastrofico e antecedente ad un grosso pericolo per l’individuo. Il circolo vizioso che si scatena con il panico è rappresentato dall’ansia anticipatoria che può portare man mano all’evitamento di tantissimi situazioni. Ad esempio, una domanda comune può essere: “cosa mi succede se mi viene un attacco di panico mentre mi trovo in un centro commerciale?”, in questo caso la paura che l’episodio di ansia possa ricapitare farà in modo che si eviterà di uscire e si preferiranno i luoghi più sicuri per la persona, quale per eccellenza la propria casa. In questo modo i pensieri negativi generano la paura della paura!

Se, dunque, i livelli di ansia sono molto elevati è bene rivolgersi ad un professionista, uno psicologo o uno psicoterapeuta. È utile, infatti, sia capire come affrontare questi momenti e sia diventare consapevoli delle proprie emozioni inespresse per poter eliminare la causa che genera l’ansia.

Un incontro pensato per aiutare a vivere piu serenamente il nuovo ruolo genitoriale, conoscendosi un po' di più

Festa della Mamma

Un incontro pensato per aiutare a vivere più serenamente il nuovo ruolo genitoriale, conoscendosi un po’ di più.

👉La gravidanza è un momento carico di emozioni, forse il più ricco di tutta la vita di una donna: emozioni opposte, improvvise, sensazioni e reazioni totalmente contrarie, meraviglia e gioia ma anche profonda angoscia…nonostante sia così sconvolgente e allo stesso tempo meraviglioso, questo periodo porta con sé la scoperta e la nascita di un nuovo Io: l’essere madre. 💗

Le preoccupazioni, le ansie sul futuro, i dubbi sulle proprie capacità, le paure di non essere all’altezza, queste ed altre emozioni accompagnano la donna in un viaggio sorprendente che non si completa con la nascita del proprio figlio🤰

🌹L’incontro è rivolto a tutte le donne in attesa e alle neo-mamme!

📞per info e prenotazione chiama o invia un WatsApp al 338-8395907. In alternativa rispondi con un messaggio alla pagina Facebook!

🗓 Venerdì 10 maggio 2019 dalle 18 alle 19.30

👉studio di psicologia e psicoterapia dott.ssa Moscato.

Eboli, via XXIV MAGGIO,9 (Palazzo Cinema Italia)

gli ingredienti giusti per una buona psicoterapia

Quali sono gli ingredienti giusti per una buona psicoterapia?

Il mix perfetto per stare meglio!

Se gli ingredienti sono di qualità e sono miscelati e dosati nel modo giusto, ogni ricetta riesce bene!

Anche per la psicoterapia valgono queste semplici regole! Sono poche ma non scontate le condizioni che favoriscono la riuscita di un percorso psicoterapico e dunque permettono alla persona di stare meglio!

Molte persone, spesso, si chiedono cosa sia la psicoterapia e perché funzioni, senza l’uso di farmaci e senza particolari strumenti invasivi…ebbene, non è un’arte magica né tantomeno un processo di cambiamento repentino, ma è un complesso intersecarsi di più fattori che insieme contribuiscono alla risoluzione della maggior parte dei disagi psicologici di un individuo, di una coppia o di una famiglia.

Il primo aspetto da chiarire è la distinzione tra singolo colloquio psicologico o consulenza, in cui si aiuta la persona a capire meglio la sua problematica e si suggerisce il percorso più idoneo da seguire, e l’inizio vero e proprio di una psicoterapia che rappresenta il reale processo di “cura” non solo del sintomo ma del blocco emotivo che si nasconde dietro di esso. La psicoterapia si articola in diversi incontri a cadenza settimanale o quindicinale, per una durata nel tempo variabile.

Detto ciò, i pareri a riguardo tra la gente sono tanti: chi si è trovato bene dice che è l’unico modo per risolvere le cose, chi male invece la definisce una perdita di tempo e consiglia di parlare con un amico che ugualmente tutto passa! Ma questo da cosa dipende?

gli ingredienti giusti per una buona psicoterapia

I punti essenziali ai quali fare riferimento sono:

  • Lo psicoterapeuta deve sapere, saper fare e saper essere, in campo professionale e personale
  • La motivazione del paziente, affinché il processo continui nel tempo
  • Una buona relazione terapeutica tra terapeuta e paziente, deve essere costituita da autenticità , fiducia e rispetto dell’altro, da entrambi le parti.

In sintesi:

La psicoterapia è un viaggio e bisogna essere disposti a viaggiare, anche di notte e in mare aperto, senza avere paura perché non si è soli e sempre più consapevoli che la meta è il proprio benessere.

Dott.ssa Laura Moscato

Raccontami…di Te

Inizio: lunedì 7 gennaio
Orario: 17.30 – 19 :00 – 6 incontri in totale
Descrizione: percorso di educazione emotiva per bambini attraverso le fiabe. Imparare a conoscere le proprie emozioni e saperle gestire
Destinatari: bambini 4/7 anni  (almeno 5 partecipanti)
Luogo: Studio di psicologia e psicoterapia Dott.ssa Laura Moscato
Via XXIV Maggio, 9  -84025 Eboli (SA)
(adiacente Cinema Italia)

Info e dettagli:
Dott.ssa Laura Moscato – 3388395907
www.lauramoscato.it

FIGLI “SCONNESSI”

La solitudine dei giovani di oggi e il ruolo degli adulti

A cura della dott.ssa Laura Moscato

 

Tutti noi ci siamo soffermati almeno una volta nella vita a riflettere su quanto la società in cui viviamo sia diventata fortemente di stampo narcisistico, ovvero molto proiettata all’avere successo, all’apparire, alla popolarità, ad essere riconosciuti e visti per forza dagli altri. La velocità, l’efficienza delle nostre prestazioni, del nostro lavoro, delle nostre attività è delegata sempre più alla tecnologia e di conseguenza anche alcune funzioni cognitive dell’uomo, come la memoria e l’attenzione sono fortemente influenzate da ciò. Ad esempio se non mi ricordo un termine impiego pochissimi secondi a cercarlo sui motori di ricerca e ad avere ben presto risposta, non è necessario ricordarmi strade o chiedere a qualche passante (come si faceva un tempo!) la direzione giusta da seguire per raggiungere un determinato luogo, che impostando il navigatore il gioco è fatto!! Le molteplici funzioni positive della tecnologia che avanza giorno dopo giorno, fanno si che abbiamo tutto a portata di mano in assoluta comodità. Il lato purtroppo negativo è che si è delegato alla realtà virtuale anche aspetti che invece devono rimanere umanizzati, mi riferisco in particolar mondo all’incontro con l’altro, alle relazioni amicali, quelle autentiche, al confronto con il mondo, con la realtà, alle emozioni che tutto questo ti fa vivere….la triste verità è che oggi, seppur sempre connessi, si diventa sempre più “A-SOCIALI”. Un adolescente che è nato nel mondo digitale potrebbe, giustamente, chiederci e interrogarsi: “ma se sono sempre stato abituato a trovare tutto ciò di cui avevo bisogno su internet e sui social, come faccio fuori a relazionarmi con chi tutto questo non me lo da’ subito? e se non mi è utile? e se non mi piace?”. Cosa dovrebbe fare un adulto, un genitore? Sicuramente riportare alla realtà, ormai “sconnessa” del ragazzo, emozioni e sentimenti che provengono da relazioni con persone reali, emozioni che non isolano ma che aggregano, seppur condividendo con lui e conoscendo il suo mondo virtuale. Un importante aspetto della funzione genitoriale è l’esempio che viene dato in famiglia nell’uso degli smartphone, dei social e della tecnologia in generale. Se viene impostata una regola a riguardo deve essere valida per tutti i membri della famiglia!!!

La solitudine che spesso deriva dalla consapevolezza che il mondo virtuale non è la vita reale, può sfociare in veri e propri disagi psicologici in cui le relazioni sociali vengono pian piano ridotte fino al completo isolamento del ragazzo. È bene, dunque, prestare attenzione ai comportamenti dei nostri figli e intervenire tempestivamente chiedendo aiuto ai professionisti del settore.

Corso alta formazione in “TUTOR DELL’APPRENDIMENTO”

Il corso ha come obiettivo quello di formare figure professionali consapevoli del proprio ruolo e
del ruolo fondamentale della promozione dell’apprendimento a diversi livelli e nei diversi contesti;
figure professionali che si occupano di persone con difficoltà di apprendimento di varia natura,
BES e DSA. In particolare si propone di fornire gli strumenti psicopedagogici, metodologici e
didattici (nonché di pedagogia del lavoro e marketing professionale) per la contestualizzazione e la
promozione della propria figura di tutor. In quanto specialista dell’apprendimento per le diverse
intelligenze, alla luce delle emergenti richieste della realtà educativa moderna contraddistinta da
criticità multiple e da bisogni educativi fortemente eterogenei, il tutor si differenzia sia dalla figura
istituzionale dell’insegnante di sostegno che dal “ragazzo delle ripetizioni”

CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN “ TUTOR DELL’ APPRENDIMENTO”

Programma del corso

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Perché non riesco a dimagrire?

Perché non riesco a perdere peso?

 La relazione significativa tra stato psicologico e corpo

 A cura della dott.ssa Laura Moscato 

 

Perché non riesco a perdere peso
Perché non riesco a perdere peso?

Quanti di voi si saranno chiesti almeno una volta nella vita “come mai non riesco a perdere peso nonostante notevoli tentativi e numerosi sacrifici???”

Ebbene si, in un momento dell’anno in cui il pensiero è rivolto maggiormente al proprio aspetto fisico e l’attenzione è più mirata allo stare in forma, ci si attiva per perdere peso o per scolpire un po’ di più la propria fisicità. In molte occasioni purtroppo capita di constatare amaramente che nonostante sacrifici e sforzi di correggere le proprie abitudini alimentari sbagliate, la bilancia segna sempre lo stesso peso. Come mai? Oppure quanto influisce la motivazione e il benessere psicologico nel portare a termine un percorso alimentare o di fitness? 

La spiegazione potrebbe risalire al fatto che, esclusi problemi strettamente medici e metabolici, la mente abbia un potere rilevante nel processo di dimagrimento. È stato dimostrato che chi combatte sia contro pochi chili di troppo che contro forme più patologiche di disturbi alimentari come l’obesità, sta soffocando emozioni molto forti che spesso non ha consapevolezza di avere. Emozioni queste che possono derivare da conflitti interni o con gli altri, disagi relazionali, vissuti di separazione, stress, ansia e preoccupazioni eccessive…insomma tutto quello che non tranquillizza la mente blocca la maggior parte dei cambiamenti che dovrebbero avvenire a livello corporeo. Ad esempio, quante abbuffate o assunzioni di cibo sono regolate da un senso di insoddisfazione, tristezza, rabbia, disperazione? Effettivamente il significato psicologico del cibo, fin da bambini, rappresenta un elemento importante per il nostro benessere psico-fisico. Il cibo compensa i nostri vuoti interiori, affettivi o di noia? E un mezzo che ci tiene legati agli altri o è un semplice nutrimento del corpo?  

Questi e altri quesiti sono di fondamentale importanza pe capire l’origine “psicologica” del fallimento delle nostre diete e dei nostri obiettivi. Intervenire nella risoluzione dei conflitti, nell’elaborazione di emozioni negative o nel correggere la propria idea di immagine corporea, è un passaggio fondamentale per stare meglio sia a livello fisico che mentale. Un percorso di psicoterapia o semplicemente una consulenza da un professionista sono di grande aiuto nell’acquisire la giusta consapevolezza di sé e della propria crescita come persona, requisiti indispensabili per portare avanti il proprio progetto di vita! 

Ogni Riccio Un Capriccio

Cosa nascondono e come si riconoscono i capricci dei bambini?

A cura della dott.ssa Laura Moscato

Ogni riccio un capriccioÈ risaputo che tutti i bimbi fanno i capricci, anche quelli più calmi e ubbidienti. Li fanno perché vogliono qualcosa che i genitori gli hanno negato, perché vogliono attirare l’attenzione se si sentono poco considerati o compresi da chi gli sta intorno o perché, crescendo, iniziano a voler esercitare il controllo sulla propria vita. Possono piangere, urlare, dimenarsi o disubbidire. Ad ogni età corrisponde una modalità diversa di manifestare le emozioni forti e incontenibili. Da quando è neonato il pianto rappresenta la prima modalità, escludendo cause fisiche, di esprimere un disagio, come ad esempio la difficoltà di adattarsi all’ambiente esterno troppo ricco di stimoli che ancora non riesce a tradurre. Man mano che cresce e inizia a parlare cercherà di affermare la sua identità e le sue preferenze, piangerà o urlerà perché avrà perso il suo giocattolo preferito o perché non può ottenere quello che vuole. Più ci avviciniamo all’età pre-scolare e scolare il bambino, con un vocabolario abbastanza ricco di parole, deve essere stimolato a parlare di sé e dei suoi sentimenti negativi, che altrimenti vivrebbe in un capriccio.

La cosa principale da sapere è che rappresentano fasi evolutive importantissime per la crescita dei bambini. Servono per rafforzare, ma ancor prima, costruire la loro identità e affermare che anche loro esistono e occupano un spazio nel mondo. Ogni capriccio infatti, preso singolarmente in qualsiasi età del bambino, sottende, oltre al bisogno manifesto di ottenere qualcosa, il desiderio di essere riconosciuto, in primis come bisognevole di amore e di sicurezza da parte del genitore e successivamente nella sua crescita e autonomia.

Spesso nella mia pratica clinica incontro genitori alle prese con dilemmi sui capricci. “Dottoressa come mi devo comportare quando fa cosi? Faccio bene a sgridarlo davanti agli altri? Perché ho un senso di fallimento quando si comporta cosi? Per rispondere a queste domande il genitore deve prima di tutto distinguere il “normale” capriccio da un momento di ansia, di angoscia, di disagio o di tristezza del bambino. La parola d’ordine della seconda fase è EMPATIA, che indica la capacità di immedesimarsi in quello che prova il figlio e contenere la sua rabbia o frustrazione, mantenendo calma e fermezza. Infatti una delle conseguenze dei capricci sono sentimenti di rabbia, delusione e nervosismo dei genitori che compromettono la corretta gestione del capriccio. Infine, è utile ricordarsi che ci troviamo difronte ad una modalità comunicativa che si esprime sempre in una relazione con l’adulto e dunque nella relazione con i piccoli l’ascolto, la comprensione e il contenimento delle loro emozioni risultano i principali ingredienti per insegnare a riconoscere e imparare a gestirle da soli.

X Edizione della settimana del benessere in Campania

il 17 ottobre 2019, ore 10:00 presso il Comune di Campagna Interverranno Saluti                             …

Studi aperti

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Gli attacchi di panico e la paura della paura

Gli attacchi di panico e la paura della paura

A cura della dott.ssa Laura Moscato Gli attacchi di panico sono comunemente conosciuti e si possono riferire a momenti di …